
Resoconto della COP29: soluzioni per la giustizia ambientale promosse dai giovani
Il movimento giovanile globale sta intensificando i propri sforzi affinché l’ecocidio venga riconosciuto come crimine internazionale ai sensi dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale (CPI). Attualmente, 37 paesi stanno discutendo leggi sull’ecocidio a vari livelli governativi e, nel 2023, sono stati presentati o portati avanti progetti di legge specifici in Belgio, Paesi Bassi, Scozia, Messico, Perù, Brasile, Italia e Spagna (Catalogna). Entro il 2024, Vanuatu, le Figi e Samoa hanno formalmente proposto l’ecocidio come reato ai sensi della CPI, sostenendone il riconoscimento al pari del genocidio e dei crimini di guerra.
Contemporaneamente, la Corte internazionale di giustizia (ICJ) avvierà a dicembre le udienze relative al suo attesissimo parere consultivo sui cambiamenti climatici, a seguito di un’iniziativa guidata dai giovani. Nel loro insieme, questi sforzi sottolineano il ruolo fondamentale dei giovani come sostenitori e leader nella giustizia ambientale globale; tuttavia, le voci dei giovani rimangono sottorappresentate nei processi decisionali formali della COP. Questo resoconto metterà in luce i giovani leader di tutto il mondo e le loro soluzioni per costruire un futuro sostenibile e giusto.
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